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Scritto da PSI
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Il CARD SYSTEM è lo stabilizzatore automatico per eccellenza, ma non solo. Pensato inizialmente come naturale evoluzione della cartamoneta, oltre a svolgere la funzione di stabilizzatore automatico permette di realizzare maggiore equità fiscale, rispettando la capacità di reddito di ogni singolo individuo e azzerando nella sostanza l’evasione fiscale.
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Scritto da Essemme
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Nel terzo millennio l’efficienza di un’impresa si misurerà sulla prontezza di risposta agli impulsi dei mercati, soprattutto perché la globalizzazione renderà vano ogni tentativo di previsione. L’efficienza richiede un diverso modello organizzativo capace di integrare commercializzazione, progettazione e produzione favorendo la circolazione delle informazioni nell’impresa, in quanto sono necessarie continue e rapide variazioni sia nei volumi sia nelle caratteristiche dei prodotti. Lo sviluppo dell’impresa flessibile si deve senza dubbio all’impiego di macchine polivalenti e programmabili, che grazie all’elettronica consentono di ottenere un’elevata variabilità dei prodotti in un processo continuo e di superare la tradizionale distinzione tra sistemi produttivi di piccola o grande serie, automatizzando i primi e rendendo variabili i secondi.
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Scritto da Essemme
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Il mercato di massa composto da potenziali consumatori mossi dal naturale istinto a soddisfare bisogni primari e guidati dalla razionalità economica si sta estinguendo e con esso il concetto di fabbrica destinata alla produzione dei beni di massa.
Vi è in atto una rivoluzione copernicana nel rapporto tra produzione e mercato: non sono più le scelte operate in fabbrica a fare il mercato, ma è quest'ultimo a determinare la struttura organizzativa della produzione e le scelte operative.
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Scritto da Essemme
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Flessibilità del mercato del lavoro: ricetta “globale” alla disoccupazione
Se nel dibattito europeo la flessibilità del mercato del lavoro si è dimostrato essere il più delle volte un riflesso condizionato del provinciale confronto tra Europa e Stati Uniti, l’insistenza sulla rigidità dei mercati del lavoro assume caratteri quasi caricaturali quando si tratta di analizzare la situazione dei paesi del Terzo Mondo nel momento in cui vengono trascinati nell’arena della globalizzazione. L’accento posto su una maggiore flessibilità del mercato del lavoro quale possibile via d’uscita alla crescente disoccupazione, in quei paesi caratterizzati da una elevata destrutturazione dei mercati del lavoro formali, appare decimante mal riposto (M. Zenezini, 2004).
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Scritto da Essemme
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La globalizzazione è un fiume in piena che non si può né fermare, né credere di poterlo risalire controcorrente. Nel terzo millennio non rimarrà alcun angolo di alcun continente, alcun gruppo umano o popolazione, le cui condizioni di vita, non subiranno direttamente o indirettamente, per il meglio o per il peggio, l’influenza del mercato mondiale.
Quanto questa “inevitabilità” porterà con sé un contenuto di “tragicità” dipende da quanto i singoli Stati (e le loro aggregazioni transnazionali) sapranno svolgere il loro compito di mediatori tra fini ed interessi economici-produttivi di un mercato globale da una parte e organizzazioni sociali e identità culturali dall’altra.
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